L’India è uno di quei Paesi in grado di regalare emozioni forti e contrastanti. E’ uno di quesi Paesi in grado di affascinarti e sconvolgerti allo stesso tempo. Il Nord del Paese e il Rajasthan erano da tempo nella mia “bucket list” perché legati alla possibilità di visitare una delle sette meraviglie del mondo moderno, il Taj Mahal (personalmente la quarta visitata fino a questo momento).
Nonostante il mio spiccato senso di avventura ho preferito affidarmi a un viaggio organizzato per scoprire questa terra. Dopo 12 giorni di tour posso dire con certezza che questo stile di viaggio non si avvicina ai miei gusti personali, ma ritengo che sia la soluzione perfetta per visitare luoghi difficilmente gestibili in autonomia e soprattutto in solitaria.
Il viaggio è iniziato con un piccolo incidente sul volo per Dubai: una simpatica coppia ha deciso di farmi cadere una valigia in testa e così ho potuto provare l’ebrezza del soccorso a bordo di un aereo! Fortunatamente il resto del viaggio è proseguito senza ulteriori problemi.
Sono arrivata a Delhi in piena notte e mi sono ritrovata subito in mezzo al caos che ha accompagnato tutti gli spostamenti in India.
Dopo la visita della capitale ci siamo spostati con un volo interno a Varanasi, l’antica Banaser, città sacra dell’induismo lungo il corso del fiume Gange. Questa è stata sicuramente l’esperienza più forte di tutto il viaggio (l’immagine del mio post è stata scattata da una barca sul Gange all’alba). Sempre con un volo interno abbiamo raggiunto Khajuraho, città famosa per i templi decorati davvero ben conservati. Con il Shatabdi Express da Jhansi abbiamo raggiunto Agra e ne sono rimasta affascinata. I monumenti incontrati erano davvero belli e la visita del Taj Mahal non ha deluso le mie aspettative: è magnifico, imponente e davvero romantico! Da Agra il nostro mezzo di trasporto è stato un piccolo pullman in cui abbiamo passato tantissimo tempo, in cui abbiamo condiviso racconti e pisolini, in cui abbiamo avuto la possibilità di ammirare paesaggi e colori, osservare volti e ricambiare saluti e sorrisi. Nel Rajasthan abbiamo visitato la città rosa, Jaipur, che in realtà mi immaginavo molto più interessante. Siamo stati poi a Jodhpur e ci siamo mischiati alla gente del luogo nel vivace mercato mangiando samosa squisiti e piccanti. Abbiamo fatto una bellissima sosta al tempio Adinath di Ranakpur lungo a strada per Udaipur, la città bianca, affacciata sul lago Pichola. Infine il terzo volo interno ci ha riportati a Delhi.
L’itinerario è stato molto suggestivo, siamo entrati in contatto con realtà così diverse dalla nostra. Ci siamo trovati di fronte ad una grande povertà ma anche ad una grande curiosità e ad una intraprendenza davvero significativa. E’ stato buffo cogliere sguardi stupiti e divertiti di bambini ma anche di adulti che ci guardavano come se fossimo arrivati da un altro pianeta. E’ stato toccante vedere mendicanti dividere un pezzo di pane con un cane randagio. Per quanto io provi dolore nel vedere una situazione di randagismo cosi forte, sono stata felice di poter constatare che gli animali non hanno paura dell’uomo e si fanno accarezzare felici. Le esperienze con il regno animale non sono mancate, sono stata accerchiata da dei macachi giganti sul balcone della mia stanza in un hotel vicino a Jaipur e ho scoperto di avere una prontezza di riflessi incredibile. Ho mangiato cibi piccantissimi e speziati che mi hanno fatto desiderare il sapore di un semplicissimo passato di verdura!
Ho conosciuto persone interessanti, divertenti e persone che mi hanno fatto riflettere e che mi hanno fatto capire che sono fortunata ad avere una grande apertura mentale e un forte spirito di adattamento. Penso che anche questo confronto faccia parte dell’esperienza di gruppo.
Nel complesso quindi l’esperienza è stata positiva e sono felice di averla fatta. Il periodo è perfetto per visitare questi luoghi considerando che il caldo è ancora sopportabile. Non è un viaggio adatto a tutti perché impegnativo dal punto di vista fisico e anche impegnativo dal punto di vista emotivo (entrambi i fattori non sono da sottovalutare).
Su Instagram potete trovare le foto più belle della mia avventura!
