MAUN – Maun è il punto di partenza per la maggior parte delle escursioni sul Delta dell’Okavango. La cittadina non ha molto da offrire ma è sicuramente utile fare una tappa qui per prepararsi per il safari, per fare acquisti e rifornimenti. A 20 minuti dal centro c’è l’aeroporto e in città si possono trovare svariate soluzioni per dormire. Io ho alloggiato al Maun Lodge.
OKAVANGO DELTA – Si tratta del secondo più grande Delta interno del mondo, dopo quello del Niger, e rappresenta uno degli ecosistemi più insoliti del pianeta. Il fiume nasce in Angola e, dopo oltre 1000 km, si riversa nel deserto del Kalahari formando un’immensa piana alluvionale con tantissimi canali, isole e lagune. Ho ammirato questo incredibile posto dall’alto, facendo un volo panoramico sul Delta di 45 minuti. Ho trascorso poi tre giorni su un’isola, raggiunta a bordo delle canoe tipiche, mokoro, con un viaggio di due ore. Qui ho fatto delle bellissime camminate per scoprire flora e fauna, una gita al tramonto in mokoro, e ho potuto ammirare elefanti, ippopotami, babbuini, impala, facoceri, giraffe e aquile nel loro ambiente naturale, imparando a riconoscere tracce, tane e segni lasciati durante i loro spostamenti. Questa esperienza è stata possibile grazie a due guide esperte del territorio, sempre presenti durante le camminate, e ai rematori che ci hanno portato a pelo d’acqua a bordo delle imbarcazioni tipiche. Il tramonto qui è incredibile, la temperatura dopo il calare del sole particolarmente rigida, le notti sono accompagnate dai colpi degli elefanti per far scendere la frutta dagli alberi, dai versi degli animali e dai passi davvero vicini al campo.
MOREMI GAME RESERVE – Questa riserva copre il lato orientale del Delta dell’Okavango e si presenta con zone paludose alternate a zone asciutte. Questo contrasto crea un paesaggio affascinante che fa da cornice all’habitat ideale per quasi 500 specie di uccelli e per numerosi animali selvatici. Di tutti i luoghi visitati questo è senza dubbio il mio preferito. Boschi e foreste permettono agli animali di trovare protezione, le lunghe distese di erba sono le preferite dai predatori che riescono a mimetizzarsi perfettamente, i laghetti e le zone paludose sono invece perfetti per abbeverarsi. Qui ho visto tantissimi elefanti, giraffe, impala, antilopi, uccelli, ippopotami, zebre, iene, coccodrilli, sciacalli e i miei primi leoni. Assistere alla caccia delle leonesse che sfilavano di fianco al nostro veicolo e’ stata un’esperienza emozionante. Avere la possibilità di campeggiare all’interno della riserva è stato un valore aggiunto. Le giraffe passeggiavano indisturbate a pochi metri da noi e non sono mancati momenti fin troppo ricchi di adrenalina: una notte abbiamo visto i leoni camminare tra le tende, mentre eravamo seduti a tavola per cenare!
CHOBE NATIONAL PARK – Questo parco si estende per circa 11.000 kmq ed è una delle principali destinazioni del Botswana e dell’Africa meridionale. È situato nell’estremo nord del paese e da qui le cascate Vittoria sono facilmente raggiungibili. Il paesaggio alterna paludi, pianure alluvionali, praterie e boschi di mopane. Il Chobe è suddiviso in tre zone: Savuti, linyanti e Chobe Riverfront, vicino alla città di Kasane. Io ho visitato Savuti, la zona arida del parco, con le giraffe sulla linea dell’orizzonte, gli struzzi che corrono e gli sciacalli che dormono all’ombra di cespugli, e Riverfront dove il fiume Chobe segna il confine con la Namibia. In questa zona del parco ci sono davvero tantissimi animali, soprattuto in branchi: elefanti, giraffe, zebre, antilopi, impala e bufali. Numerosi anche i leoni e i leopardi, anche se non siamo riusciti ad avvistarne uno. Nel lato namibiano si possono vedere i pescatori sulla riva o a bordo di piccole imbarcazioni. I tramonti sul fiume hanno sfumature dorate. È stato meraviglioso vedere dei leoni bere da una pozza proprio al tramonto.
VICTORIA FALLS – Il Parco Nazionale è Patrimonio Naturale dell’Umanità e le cascate si trovano circa a metà del corso del fiume Zambesi che segna il confine tra lo Zambia e lo Zimbabwe. Le Cascate Vittoria hanno un fronte d’acqua lungo 1.700 metri, e il fiume Zambesi precipita da un altezza che varia dai 90 ai 108 metri (circa il doppio delle Cascate del Niagara). Durante la massima portata d’acqua gli spruzzi possono raggiungere i 1.500 metri d’altezza ed essere visibili a 20 km di distanza creando un fenomeno naturale impressionante. La portata d’acqua delle Cascate non è sempre uniforme. La stagione delle piogge (da novembre a marzo) ingrossa il fiume Zambesi fino al culmine di aprile-maggio per poi tornare a “svuotarsi” nella stagione secca fino ad ottobre, dove le Falls si possono ridurre notevolmente. In questo periodo di “secca” è possibile vedere le profondità della gola, normalmente oscurata dal muro d’acqua che precipita e dalla foschia degli spruzzi. Io per ottimizzare il poco tempo a disposizione ho effettuato la visita del parco con una guida. Ci sono tanti punti panoramici che offrono scorci diversi e bellissime prospettive, con tanto di arcobaleno a rendere il quadro perfetto. Dopo il punto panoramico numero 10 ci si bagna perché ci si ritrova sotto a una pioggia costante. Qualcuno nel mio gruppo ha fatto il volo panoramico e ne è rimasto soddisfatto perché ha potuto ammirare le cascate nella loro maestosità.
CAMPEGGIO – Questo per me è stato il primo campeggio in assoluto. E credo sinceramente anche l’ultimo! Non è il tipo di viaggio che fa per me ma sono contenta di averlo provato in questa occasione. È stato bellissimo avere l’opportunità di dormire nei parchi, con un cielo stellato favoloso e circondata dai suoni della natura, anche se a volte un po’ inquietanti! Del campeggio ho apprezzato la vita quotidiana condivisa con il gruppo, l’aiuto reciproco, mangiare intorno al fuoco, chiacchierare, vedere il tramonto in attesa della cena, riscaldarmi con il calore del fuoco. È stato divertente utilizzare la doccia improvvisata ogni volta che abbiamo cambiato campo. Ero preparata al peggio ma devo dire che non è stato poi così male. Le notti con gli animali nel campo sono state le più dure, soprattutto quella con i leoni, ma al risveglio era bello poter condividere queste esperienze con i miei compagni di avventura. Se potessi tornare indietro lo rifarei? Assolutamente si! Questo viaggio non sarebbe stato lo stesso senza questa parte dell’esperienza.
VOLI – Da Milano fino a Johannesburg ho volato con Emirates e devo dire che la compagnia degli Emirati si è confermata davvero ottima in tutti gli aspetti del viaggio. Da Johannesburg a Maun ho utilizzato la compagnia Fly Airlink e l’esperienza è stata un po’ meno positiva. Le due ore tra un volo e l’altro sono davvero troppo poche, considerando anche i ritmi dell’aeroporto di Johannesburg, per passare la dogana, ritirare il bagaglio, rifare il check-in e imbarcare nuovamente il bagaglio, rifare i controlli alla dogana. Se non mi avesse aiutata un ragazzo dell’aeroporto avrei sicuramente perso il volo. Da Victoria Falls, invece, ho volato con FastJet, compagnia di bandiera dello Zimbabwe: piccolo aereo con le eliche, buon servizio, volo addirittura decollato in anticipo. L’aeroporto di Victoria Falls è piccolo ma davvero fornito di negozi con souvenir di qualità. Da questo aeroporto sarei dovuta partire con un volo British che però è stato cancellato a metà giugno (gettandomi nel panico più che totale).
AGENZIA – Questo viaggio l’ho organizzato con Uyaphi, agenzia viaggi sudafricana specializzata in Safari. La proprietaria, Verity Bester, è davvero una persona disponibile e preparata. In questi due anni di attesa ha gestito ogni aspetto del viaggio e ha risposto a tutte le mie domande. Il safari poi è stato operato da Bushways, agenzia locale in Botswana, che mi sento davvero di raccomandare. La guida che ci ha accompagnato per tutto il viaggio, Ninja, e il cuoco/assistente di campo, Chicco, sono stati due elementi fondamentali per la perfetta riuscita di questa avventura. Entrambi hanno fatto di tutto per farci vivere questa esperienza al meglio e sono sicura che senza di loro non sarebbe stata la stessa cosa. Ho intrapreso questo viaggio da sola e non c’è stato un solo giorno in cui io mi sia sentita sola. Ci tengo a sottolineare anche l’aspetto cibo. Io sono vegetariana e ho mangiato benissimo per tutta la durata del viaggio, fattore da non sottovalutare se si considera dove sono stati preparati tutti i pasti.
