Bali in pillole!

KELIKI: il piccolo villaggio di Keliki è stato la mia prima tappa a Bali. Qui ho alloggiato presso la Keliki Painting School, una sistemazione che ti porta a vivere a casa di una famiglia Balinese che ha deciso di condividere vita quotidiana e cultura con i propri ospiti. È stata un’esperienza meravigliosa, Riong e Pitri mi hanno fatta sentire come a casa. È stato bello conoscere il loro modo di vivere, assaggiare gli ottimi piatti preparati da Pitri e passeggiare con lei nelle risaie del villaggio, giocare a Shanghai e a Uno con i loro figli, Poutri e Rahtu, dormire in una vera casa balinese circondata dai disegni che realizzano portando avanti un’antica arte di famiglia. Durante i giorni trascorsi qui ho scoperto il cuore di Bali, la parte più spirituale dell’isola: ho assistito a uno spettacolo di danza tradizionale Barong a Batubulan; ho visitato una piantagione di caffè; sono stata al mercato di Sukawati e sono rimasta affascinata dai banchi di frutta e ovviamente ho comprato di tutto scattando decine di foto; ho visitato l’incredibile museo delle maschere e delle marionette a Mas, gratuito e allestito in un contesto favoloso; ho visitato il tempio di Goa Gajah che non mi ha particolarmente colpita; ho visitato le tombe reali di Gunung Kawi Tampaksiring; sono stata al tempio della dea dell’acqua, Tirta Embul, bello ma troppo turistico e dall’effetto parco divertimenti; molto bella invece la visita al tempio dell’acqua Gunung Kawi Sabatu, raccolto e autentico; ho fatto un tour con una guida locale a Munduk e ho camminato tra piante di caffè, cacao e orchidee, ammirando due splendide cascate; sono stata al tempio di Ulun Danu sul lago Bratan, molto suggestivo; ho camminato tra le bellissime risaie di Jatiluwih, patrimonio dell’Unesco. Ho adorato osservare scene di vita quotidiana, semplice e improntata sulla famiglia e sulla religione. In questa parte dell’isola la natura è rigogliosa, ci sono palme, risaie, fiori e l’effetto è quello di essere in una giungla. Animaletti compresi!

SANUR: questa località di mare, piena di ristoranti, locali e spa, è molto amata dalle famiglie per le sue lunghe spiagge di sabbia e le sue acque calme dove è possibile nuotare in tranquillità. Questo si deve al reef che protegge tutta la zona. Non ho potuto testare personalmente questo aspetto perché il tempo è stato davvero poco clemente e la pioggia battente è stata la mia fedele compagna. Dopo un iniziale scoraggiamento mi sono ripresa e ho fatto tutto quello che avevo in programma: bellissime passeggiate sul lungomare, tra pioggia e schiarite; pranzo in un warung sulla spiaggia, Titie’s, dove ho gustato degli ottimi calamari grigliati in compagnia di dolcissimi cani; ho ammirato le bellissime barche in legno dei pescatori che regalano panorami davvero suggestivi (inutile dire quante foto ho scattato); ho assaggiato la cucina locale da Lilla warung (ottima la degustazione vegana, vegan Nasi Campur) e da Little Bird Warung (favolosi i succhi freschi); mi sono coccolata con il trattamento Island Indulgence presso la Nest Boutique Spa, proprio di fronte al mio hotel. A Sanur ho alloggiato presso il Tamukami Hotel, piccola struttura tradizionale a pochi passi dal mare, ma riparata dalla confusione grazie alla posizione in una via privata. Ho trovato tanta gentilezza, una favolosa piscina e una bella camera ampia e spaziosa (la mia prenotazione per una superior room ha subito un upgrade ed è diventata una suite). Ci tengo a citare anche l’ottimo servizio offerto dalla lavanderia Savira Express che ha lavato, asciugato e stirato il mio bucato fradicio dopo un tentativo di lavaggio domestico a Keliki. Tutto questo per 15.000 rupie al kg (circa 0.90€) in meno di 24 ore.

NUSA LEMBONGAN: quando si arriva su questa piccola isola a 40 minuti di traghetto da Bali sembra di essere sbarcati sull’isola degli dei 30 anni fa. Natura selvaggia e rigogliosa, lunghe lingue di spiaggia chiara che si affacciano su un mare dalle acque cristalline che ricopre le coltivazioni di alghe, ristoranti, tante attività legate al mare e tanti sorrisi. È bello passeggiare al calare del sole e osservare le persone che raccolgono le alghe quando c’è la bassa marea e le mettono ad asciugare. Sull’isola si gira in motorino o su taxi locali, piccoli furgoncini che trasportano i passeggeri in lungo e in largo. Io ho alloggiato presso il Mahagiri Resort in una camera vista villaggio (ma in realtà dal mio balcone vedevo il mare e ho ammirato delle albe davvero da togliere il fiato), hotel situato direttamente sulla spiaggia di Pasir Putih, dotato di due grandi piscine, un ristorante e di un bel bar sulla spiaggia. Ammirare i tramonti da qui è stato un grande privilegio: il posto infonde una pace incredibile e se il cielo è limpido si vede l’isola di Bali e il suo maestoso vulcano Agung. Ho provato diversi warung qui a Lembongan, due direttamente sulla spiaggia prima della foresta di mangrovie, Nyoman’s warung e warung Bambu, entrambi ottimi per gustare pesce fresco. Di fronte alla spiaggia di Jungutbatu ho scovato invece Little Prema Warung, locale proprio autentico in cui gustare ottimi succhi freschi e piatti tradizionali della cucina indonesiana. L’atmosfera su questa piccola isola mi ha davvero conquistata.

NUSA PENIDA: questa è l’isola più grande delle tre (Lembongan e Ceningan) e anche la più trafficata e turistica. Strade piccole e dissestate, grandi alberghi, turisti giornalieri, abitanti del luogo, tante macchine grandi e motorini ed ecco servito il mix perfetto per ritrovarvi incolonnati come in una grande metropoli. Sicuramente il modo migliore per visitarla è via mare ma non bisogna sottovalutare la sua grandezza: l’isola infatti è più grande di Singapore quindi bisogna scegliere su che parte concentrarsi se si visita in giornata. Io ho raggiunto Penida in 15 minuti con il traghetto pubblico da Lembongan (una barchetta che trasporta 10 persone). Una volta sbarcata ho girato con un autista che mi ha portata al Goa Giri Temple, un tempio induista costruito in una grotta che può ospitare fino a 5000 fedeli, da cui si accede però da un buco minuscolo nella roccia. È davvero incredibile e merita la visita (bisogna ricordarsi che i templi indù non possono essere visitati da donne che hanno il ciclo, quindi non stupitevi se vi sentirete porre questa domanda). La natura dell’isola è davvero selvaggia, ci sono piante da frutto ovunque che creano una giungla tropicale meravigliosa. Sulle spiagge sono parcheggiate le barche tradizionali in legno dei pescatori e per le strade vedrete tanti che vendono il pescato freschissimo. Il mio giro mi ha portata ad Atuh Beach, spiaggia tranquilla che si trova dal lato opposto di Diamond Beach, spiaggia pazzesca che offre panorami meravigliosi in cui ho scattato tantissime foto! Dall’alto ho visto anche tante tartarughe farsi trasportare dalle onde. Molto bello anche il punto panoramico di Thousand Islands: le varie sfumature dell’acqua vi conquisteranno. Durante l’escursione di snorkeling ho potuto ammirare anche una parte della costa dell’isola fino alla famosa Kelingking beach.

SNORKELING: penso una delle esperienze più incredibili che io abbia mai fatto durante un viaggio. Con Lembongan Snorkeling Trips, piccola realtà locale a gestione familiare, ho passato tre ore ad ammirare ambienti marini completamente differenti. Il tour comprendeva pick-up e drop off in hotel, drink di benvenuto presso il loro quartier generale, briefing per il illustrare il programma della giornata, fornitura di tutta l’attrezzatura e dei teli per asciugarsi, acqua e frutta a bordo, foto subacquee con GoPro condivise poi con tutti i partecipanti all’escursione, il tutto per 262.500 rupie, circa 16€. Siamo partiti dalla foresta di mangrovie e siamo andati diretti a Penida a Manta Bay, luogo strategico per avvistare le mante. Le mante però stanno in acque profonde quindi ci siamo dovuti buttare in un punto dove il mare era davvero mosso e faceva un pochino paura, anche se eravamo piuttosto vicini alla costa. Abbiamo subito visto 5 delfini e poi per fortuna una manta si è fatta viva distraendoci dalle condizioni del mare (anche se una ragazza coreana si è sentita male). La seconda sosta, sempre a Penida, è stata fatta in acque decisamente più tranquille. Crystal Bay ti fa sentire dentro a un acquario tanto i suoi fondali sono ricchi di pesci dai mille colori. La cosa più bella però è stata nuotare con una meravigliosa tartaruga gigante, leggiadra e maestosa da sembrare finta. Terza tappa a Lembongan, Mangrove Bay, perché a Penida il mare era troppo mosso. Qui abbiamo ammirato coralli e formazioni di vario tipo, ancora tantissimi pesci colorati e un’altra tartaruga. Il tour è stato condotto in maniera professionale per tutto il tempo e mi sento di consigliare davvero questa piccola impresa familiare. Nuotare con le tartarughe era un mio sogno e sono stata felicissima di essere riuscita a realizzarlo.

JIMBARAN: questa località all’inizio mi ha un po’ delusa. Sono arrivata qui dopo Lembongan e questo non ha sicuramente aiutato perché quella piccola isola mi è davvero rimasta nel cuore. Mi sono ritrovata catapultata in una località popolare tra gli orientali, con un lungomare pieno di ristoranti in cui è possibile cenare sulla spiaggia mangiando pesce fresco e ammirando il tramonto, in un contesto molto turistico. Ho deciso però di non fermarmi alle apparenze e di dare una possibilità a questa ultima tappa del mio viaggio e sono felice di averlo fatto. Ho cenato una sera sulla spiaggia, camminando per 30 minuti per raggiungere la parte meno turistica. La cena da Warung Bamboo è stata buona, costosa per gli standard indonesiani, e il tramonto da togliere il fiato con colori così intensi da sembrare finti. Ho visitato il mercato del pesce, molto animato ma non adatto ai deboli di stomaco a causa degli odori piuttosto forti. Ho camminato nella parte meno turistica di Jimbaran dove ho trovato la vera vita locale fatta di negozietti, bancarelle, ristorantini, caos e persone curiose e gentili. Ho comprato dei dolcetti per strada in una bancarella gestita da due ragazzine che non parlavano inglese ma che alla fine sono state felici che io mi sia fermata da loro. Sono stata in una piccola lavanderia dove per 0.60€ ho fatto lavare il mio bucato prima della partenza. Ho pranzato da Ranting Saudara, caffè trovato per caso in una via vicino al mio hotel: ho mangiato un piatto di tofu e verdure strepitoso, accompagnato da un te freddo al limone fatto in casa per un totale di 1.50€. Sono stata nella meravigliosa Sekar Jagat Spa Bali per un rituale super rilassante. Ho fatto un’escursione di un’intera giornata e ho visitato la piccola spiaggia di Padang Padang e i suggestivi templi di Uluwatu e di Tanah Lot, entrambi sul mare. A Jimbaran ho alloggiato presso il Puri Bambu hotel, struttura tradizionale affascinante e curata. Un’oasi di pace con un bellissimo giardino che circonda la piscina, tanti gatti e una gestione quasi familiare. I pancake all’ananas che mi preparavano a colazione non li dimenticherò facilmente.

TRASPORTI: a Bali passerete molto tempo imbottigliati nel traffico. Le strade sono piuttosto strette e dissestate, le macchine invece grosse, ci sono tantissimi motorini e per percorrere pochi chilometri bisogna considerare delle tempistiche piuttosto lunghe. Ma questa in generale è una caratteristica dell’Asia (a Pechino una volta ho preso un semaforo rosso 32 volte) e ho apprezzato i momenti ferma in auto per poter osservare la vita della gente, le piccole attività locali e familiari. Dal mio finestrino ho catturato tanti scatti molto spontanei. Inoltre nessuno è nervoso, tutti suonano il clacson per avvisare di un sorpasso o di un inserimento, ma non si vede la tensione alla guida che c’è da noi. Io ho scelto di non noleggiare un’auto perché non mi sentivo sicura (guida a destra e codice della strada parecchio alternativo), quindi mi sono affidata a degli autisti che mi hanno portata in giro durante i miei spostamenti per delle cifre molto basse. A Lembongan ci si muove in taxi pulmino o in motorino. Molto comoda l’app Grab per prenotare un taxi o un motorino a Bali, oppure mi sento di consigliare Bali and Car, servizio di noleggio con conducente al costo di 540.000 rupie (poco più di 30€) per una giornata (loro considerano 10 ore).

PLASTICA: l’isola di Bali si trova a gestire il grossissimo problema dell’inquinamento. Quando ci si trova in un paradiso così e si vede tutta questa plastica in mezzo alla natura e sulle spiagge si dovrebbe prendere ancora più coscienza di quanto sia importante proteggere il nostro pianeta. Qui manca la cultura del rispetto per la natura e bisognerebbe fare di più per rendere le persone maggiormente consapevoli. Qualcosa sta iniziando a cambiare per fortuna. In molte località ho visto cartelli che invitano a non usare plastica e ad avere rispetto dell’ambiente che ci circonda. Pitri, la padrona di casa di Keliki Painting School, durante la nostra passeggiata tra le risaie mi ha detto che spesso lei cammina con un sacchetto per raccogliere la spazzatura che trova in giro. Direi che se tutti facessimo come lei sarebbe davvero un piccolo passo verso un mondo migliore.

PERSONE: nel corso delle due settimane di viaggio ho interagito con tante persone, in ogni parte dell’isola che ho visitato. Avendo avuto la possibilità di vivere 4 giorni con una famiglia a Keliki ho potuto conoscere più da vicino la cultura e le tradizioni. Durante i vari spostamenti ho sempre trovato gentilezza, cordialità e desiderio di conoscere qualcosa di nuovo sul mio paese. Camminando per le strade tutti ti salutano e ti sorridono, dai bambini agli anziani. In più di un’occasione ho vissuto in prima persona gesti di pura gentilezza, quello che mi ha più colpito è stato quando una vecchietta mi ha offerto riparo dal caldo nel suo negozio e mi ha offerto un dolcetto mentre aspettavo il mio autista, senza volere niente in cambio. È bello vedere i bambini che giocano con gli aquiloni, pieni di entusiasmo, tra risate e sorrisi. A Bali mi sono sentita dire “ah vieni dall’Italia, la patria di Valentino Rossi, il più grande motociclista di tutti i tempi”: è la prima volta che non citano la politica, la moda o il calcio!

ANIMALI: il mio animo animalista ha un po’ sofferto durante questo viaggio. Vedere tanti randagi fa male al cuore. Gatti e cani però non hanno paura dell’uomo e questo mi fa sperare che non vengano maltrattati: in ogni posto dove sono stata ho sempre trovato un peloso da coccolare e non ho mai pranzato da sola. Ho fatto un po’ di ricerche e ho trovato varie associazioni che seguono gli animali di strada e ho deciso di sostenere con una donazione BAWA, Bali Animal Welfare Association. Ho trovato anche vari centri che si occupano delle tartarughe marine e questo mi rincuora. Durante l’escursione di snorkeling ho visto tanto rispetto per il mare e per i suoi abitanti. Ci è stato subito detto di non toccare mante e tartarughe e in alcun modo gli animali sono stati attirati con il cibo: noi eravamo gli spettatori di questa meraviglia che è la natura. Infine, in merito alla produzione del caffè kopi Luwak, sono stata felice di vedere nelle foreste cartelli che incitano ad acquistare caffè prodotto con l’aiuto di questi simpatici animali liberi, e non quello prodotto con animali sfruttati e tenuti in gabbia in condizioni terribili. Per chi non conoscesse questo tipo di caffè si tratta di una miscela prodotta con i chicchi ingeriti e poi defecati dai luwak, zibetti delle palme.

SPA: Bali è il paradiso per gli amanti dei trattamenti benessere. Io non sono tra questi ma ho deciso di concedermi due pomeriggi di relax per coccolarmi un po’. Sono stata alla “The Nest Boutique Spa” di Sanur e ho provato il pacchetto Island indulgence al costo di 540.000 rupie. Il trattamento, della durata di 2 ore e mezza, consiste in un massaggio balinese di un’ora (piuttosto energico ma non come quello thailandese), uno scrub di 30 minuti e un trattamento viso superlativo di un’ora. La spa è moderna e molto curata. A Jimbaran invece sono stata alla “Sekar Jagat Spa Bali”, costruzione tradizionale di grande fascino, per un Bali Spa Ritual di 3 ore al costo di 850.000 rupie, transfer compreso. Sono stata accolta con un buonissimo te allo zenzero dalla mia terapista, una donnina tutto pepe. Il rituale è iniziato con il lavaggio dei piedi, massaggio balinese di un’ora e un quarto, scrub di 30 minuti, 15 minuti di bagno in una vasca piena di fiori con pausa te e dolcetti, infine trattamento viso di un’ora. Mi sono talmente rilassata che mi sono addormentata, nonostante la presenza di numerosi gechi! Il mio consiglio è di scegliere una spa seria dove ci sia rispetto per clienti e lavoratori. Purtroppo non tutte offrono qualità e professionalità. Documentatevi e fate bene la vostra scelta.

CIBO: a Bali ho mangiato sempre bene e non ho mai avuto problemi a trovare piatti che non contenessero carne. Nei luoghi di mare ovviamente il pesce fresco è il protagonista indiscusso. Io ho sempre mangiato nei warung, ristoranti più o meno semplici che propongono cucina locale. Nasi goreng è il piatto tipico di riso saltato con verdure, Mie goreng Noodles saltati con verdure, Nasi Campur è invece una sorta di degustazione dei migliori piatti della cucina locale, disponibile spesso anche in versione vegetariana. Il pesce è quasi sempre grigliato ma è ottimo anche cotto nelle foglie di banano con un po’ di verdura e spezie. Un pasto medio costa tra i 4€ e i 7€, solo a Jimbaran ho pagato di più. Davvero di qualità il tofu artigianale che propongono tanti ristoranti, preparato con verdure e salsa di arachidi. A Jimbaran il più buono assaggiato durante il viaggio. Ovviamente la frutta tropicale si trova in grandi quantità ed è buonissima! Io ormai ho una dipendenza da succhi freschi preparati al momento! Buono anche il caffè balinese, abbastanza forte quindi perfetto per avere la giusta carica!

AUTHENTIC INDONESIA: mi sono affidata a questa agenzia locale per organizzare un itinerario che mi permettesse di scoprire Bali in due settimane. Normalmente organizzo io i viaggi ma quest’anno mi sono mossa in ritardo e avevo bisogno di una vacanza rilassante che mi facesse avvicinare a questo nuovo Paese. Sono rimasta molto soddisfa dell’itinerario su misura che mi hanno confezionato. Hanno rispettato tutte le mie richieste e hanno scelto per me strutture molto integrate nel territorio, mete che ho trovato interessanti, ho avuto solo tre giornate con escursioni organizzate (volevo la mia libertà) e hanno pianificato e gestito tutti gli spostamenti. Quando tornerò in Indonesia mi affiderò di sicuro ancora a questa agenzia.

ROCKY FAST CRUISE: è la società che effettua il servizio di collegamento tra Sanur e Nusa Lembongan in circa 40 minuti. Esperienza in generale positiva anche se dovrete armarvi di tanta pazienza perché le tempistiche non sono molto rispettate e i ritmi sono piuttosto lenti. Comodo il servizio compreso nel prezzo di transfer, sia a Lembongan che a Sanur, verso il proprio hotel. Personale sempre gentile e disponibile, il bagaglio viene preso in carico da loro al momento del check-in.

QATAR AIRWAYS e DOHA: questa è stata la prima volta con questa compagnia. Avevo grandi aspettative ma sono rimasta un po’ delusa. Il servizio offerto non è di altissima qualità: personale un po’ supponente, pasti vegetariani immangiabili e aerei non nuovissimi. L’aeroporto di Doha invece è molto bello e grande. All’andata sono riuscita a prendere il volo per Bali nonostante avessi solo 50 minuti di scalo, quindi i controlli sono facili e veloci. Al ritorno, con uno scalo di 18 ore, ho usufruito della possibilità di uscire dall’aeroporto e passare una notte in città presso l’Horizon Manor Hotel (pacchetto acquistato direttamente in fase di prenotazione del volo). I 42 gradi non hanno agevolato la mia visita, però sono stata al museo di arte islamica, ho passeggiato lungo la Corniche e ho vistato il Souq Waqif, vicino al centro culturale islamico. Bocciato completamente l’hotel: i servizi offerti non sono assolutamente quelli di un 4 stelle.

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